“Non solo si ricordano il libro, non solo me lo raccontano per filo e per segno, ma arrivano a conoscerlo perché si sentono coinvolti, lo visualizzano, diventa un film nella loro testa.” Brandi McWilliams, professoressa di inglese - Inman High School, Inman, Kansas (USA)

Brandi McWilliams usa l’iPad per insegnare. Ecco come.

Nuovi modi di imparare.

All’avvio del programma “un iPad per ogni studente” della Inman High School, Brandi McWilliams era entusiasta delle possibilità che avrebbe offerto. “Sapevo che era importante,” racconta. “Ho sempre spinto perché si usassero le tecnologie più recenti per preparare i ragazzi al mondo reale, e finalmente le avevamo. Ma all’inizio ero anche un po’ incerta sul da farsi.” Dopo aver cercato di adattare le sue lezioni alle app, Brandi ha capito che non era l’approccio giusto.

Ben presto la McWilliams si è resa conto che il suo normale modo di insegnare andava ancora bene: era meglio usare l’iPad per dare una marcia in più alle lezioni che già aveva creato. Stabilito questo, è stato un susseguirsi di idee. Brandi ha pensato alle funzioni audio e video dell’iPad e a come sfruttarle per dare più vita alle sue lezioni. “Sono sempre stata a favore dell’uso di contenuti multimediali, con i ragazzi. Tutte le volte che posso, uso elementi visivi o altri contenuti per andare oltre ciò che c’è scritto sui libri.”

Un compito da rockstar.

Invece di chiedere la solita scheda di lettura, Brandi ha proposto ai suoi alunni di scegliere tre passaggi importanti del romanzo Paura, di Richard Wright, e di creare una colonna sonora usando l’app GarageBand sul loro iPad. “È stato un ottimo esercizio, perché i ragazzi hanno dovuto pensare davvero a cosa stava succedendo nella storia,” dice l’insegnante. “Dovevano cogliere le emozioni e l’energia delle scene, il climax dell’azione.”

Oltre alla colonna sonora, gli studenti hanno dovuto scrivere anche una relazione per motivare il lavoro svolto. Hanno dato un titolo alle loro tracce musicali e disegnato le copertine degli album. Brandi ha chiarito ai ragazzi che non sarebbero stati valutati per le loro abilità musicali o nell’uso di GarageBand, ma per il modo di interpretare le scene del romanzo: i risultati sono stati notevoli.

Capire: molto più che imparare a memoria.

Brandi ha visto che, grazie all’iPad, gli studenti erano riusciti a capire il romanzo molto più a fondo che non utilizzando i metodi tradizionali. “Non solo si ricordano il libro, non solo me lo raccontano per filo e per segno,” dice. “Arrivano a conoscerlo perché si sentono coinvolti, lo visualizzano. Questo tipo di progetto li ha portati a ragionare su un altro livello.” E agli occhi di Brandi, i risultati sono stati fenomenali. “Hanno creato copertine e inventato titoli bellissimi, e anche le relazioni erano molto buone.”

Per i suoi studenti è stato particolarmente gratificante presentare il proprio lavoro al resto della classe e vedere cosa avevano fatto gli altri. “Abbiamo collegato gli iPad all’Apple TV, ci siamo messi comodi e abbiamo ascoltato i loro brani; quasi sempre i ragazzi dicevano: ‘Ho capito che scena è…’.”

Luci, camera, relazione.

Anche i video hanno ormai un ruolo importante nelle lezioni di Brandi, da quando i suoi studenti usano la fotocamera dell’iPad e iMovie per girare e montare filmati. L’insegnante ha visto che per i suoi ragazzi è facile fare riprese con l’iPad perché il dispositivo è leggerissimo e comodo da portare in giro.

Per capire romanzi come Il grande Gatsby e Il buio oltre la siepe, gli studenti hanno creato progetti di vari tipi, fra cui annunci pubblicitari, notiziari e finte interviste. Hanno realizzato booktrailer per libri come Lo Hobbit, per capire concetti come la persuasione, e creato parodie di film per lavorare sull’ironia. “Io do uno spunto, magari un breve filmato per far capire loro che cosa mi aspetto,” spiega la McWilliams. “E loro fanno tutto il resto.”

“Con l’iPad ho dovuto mettermi alla prova, perché non sono molto portata per la tecnologia. Ma è un rischio che voglio correre e sono decisa a migliorare. Voglio fare sempre meglio, perché i miei ragazzi se lo meritano.”

I consigli di Brandi McWilliams.

Lascia un po’ di libertà.

“Devi accettare di non avere il controllo su tutto: dai un compito, dai delle linee guida, e loro ti stupiranno. Il risultato potrebbe non essere esattamente ciò che ti aspettavi, ma va bene comunque.”

Non si riparte da zero.

“Non devi cestinare tutte le lezioni su cui hai lavorato per 5, 10 o 15 anni. Si tratta di incorporare la tecnologia in quelle stesse lezioni per migliorarle, per entrare in relazione con gli studenti e fare in modo che la tua materia prenda vita davanti ai loro occhi. E non è tanto per fare: le responsabilità rimangono, c’è sempre un programma da seguire e ci sono obiettivi da raggiungere.”

Comincia con le app gratuite.

“Tutti gli insegnanti hanno un budget da rispettare. Se vedi un’app a pagamento, continua a cercare. Molte volte è possibile trovarne una simile ma gratuita.”

Prova a insegnare con iBooks.

“Se devo essere sincera, all’inizio non mi piaceva leggere sull’iPad, preferivo i libri normali. Ora invece preferisco l’iPad perché posso prendere appunti, evidenziare il testo e poi collegare il dispositivo alla mia Apple TV, così tutti possono vedere le mie note e i passaggi evidenziati e io posso partire da lì per fare lezione. Posso fare degli esempi, mostrare come fare domande o estrapolare il concetto principale.”

Gli studenti devono avere un loro portfolio.

“I miei studenti salvano tutti i loro progetti sull’iPad, così possono portarli con sé. È più personale, diventano proprietari del loro lavoro, e fra qualche anno molti di loro saranno contenti di poter riguardare cosa avevano fatto da ragazzini.”