La migrazione da una piattaforma all’altra è spesso considerata una operazione complessa e non priva di rischi, costi aggiuntivi e inconvenienti. Al Centro di calcolo dell'Università di Messina l’obiettivo è stato centrato, migliorando l’efficienza dei servizi e tagliando i costi sensibilmente.

Università degli Studi di Messina“L'Università di Messina, uno degli Atenei più grandi del sud Italia, con quasi 40.000 studenti, a cui si affiancano 2.000 docenti e 2.000 dipendenti, rappresenta una realtà non semplice da gestire - spiegano il dottor Melchiorre Monaca ed il dottor Fabrizio La Rosa del Centro di calcolo dell'Università di Messina, CECUM “A. Villari” - anche per quanto riguarda i servizi informatici”.

“Era da tempo – prosegue La Rosa - che ci eravamo posti l'obiettivo di consolidare i servizi su un'unica piattaforma, unificando gestione utenti e password, e di dimensionare correttamente la struttura”.
Per fare fronte a un'utenza così numerosa ed esigente (basti pensare al fatto che il servizio di posta elettronica ha una media di 200 e-mail al minuto) abbiamo pianificato di rinnovare la piattaforma hardware, inserendo meccanismi di ridondanza e alta disponibilità e garantendo la gestione unificata via web delle utenze e di tutti i servizi”.

La nostra sfida consisteva nel migrare i servizi già esistenti su una nuova piattaforma riducendo al minimo l’impatto sugli utenti.

- Dottor Fabrizio La Rosa,
Centro di calcolo dell'Università di Messina

“Inoltre volevamo effettuare la migrazione dell'indirizzamento IP da statico a un modello dinamico – riprende Monaca - assicurando il controllo e il monitoraggio degli accessi.
La nostra sfida consisteva nel migrare i servizi già esistenti su una nuova piattaforma riducendo al minimo l’impatto sugli utenti, garantendo la conservazione dei dati e migliorando l'integrazione con le strutture di rete esistenti, principalmente basate su tecnologie CISCO. Così al CECUM, costituito da una serie di sezioni che gestiscono gli aspetti informatici dell'Ateneo, ci siamo messi al lavoro per individuare la soluzione più adatta alle nostre esigenze. La precedente struttura era basata su architettura SUN, anche se, pur privilegiando l'ambiente UNIX avevamo sempre avuto dei Mac, soprattutto come desktop”.

Mac OS X garantisce la completa integrazione tra hardware e software
“Abbiamo scartato a priori la soluzione Windows che ci è parsa in assoluto la meno "solida" e siamo quindi passati a esaminare la soluzione Sun, ponendoci come alternativa le soluzioni basate su UNIX disponibili sul mercato – raccontano i due responsabili CECUM -. Essendo fermamente convinti che l'integrazione tra hardware e software costituisca una carta vincente per risolvere le nostre necessità abbiamo conseguentemente scartato anche la possibilità di utilizzare Linux. La nostra attenzione si è così concentrata sulle due soluzioni basate su UNIX che offrono la totale integrazione hardware e software: Sun con Solaris e Apple con Mac OS X”.