Il perfezionista dello scatto: Christian Popkes
Christian Popkes non è un fotografo come gli altri. Popkes è un perfezionista che adotta un approccio olistico al suo lavoro. A se stesso, al suo staff e alle apparecchiature che usa chiede sempre il massimo, in base a severissimi criteri di qualità. Per questo ha costruito il suo workflow intorno al software Aperture di Apple. "Mi fido dei miei collaboratori, mi fido della mia macchina fotografica e mi fido delle mie luci" dice. "E ora abbiamo un nuovo elemento nel gruppo: mi fido di Aperture."
Popkes lavora ad Amburgo e si definisce fotografo e visual designer. È iscritto all'Associazione tedesca dei foto-designer freelance (Bund Freischaffender Foto-Designer) e ha collaborato con le più prestigiose riviste nazionali – tra cui GEO, Stern e Spiegel – e con le maggiori agenzie pubblicitarie.
La sua missione è "catturare l'essenza di una persona in una frazione di secondo e immortalarla in una fotografia". L'intensità e la vicinanza al soggetto sono le caratteristiche dei suoi ritratti. Popkes sa come mettere a nudo un'anima: dai suoi soggetti vuole piena fiducia e accetta le responsabilità che questo comporta. È un maestro nell'uso della luce – naturale e artificiale – che dosa con sapienza per plasmare la scena e i tratti del volto. Da questo punto di vista, il paragone con il grande pittore barocco Rembrandt non è azzardato. "I suoi dipinti mi hanno insegnato a piegare la luce alla mia volontà" spiega.
Popkes si avvale di tecnologie digitali di ultima generazione: scatta con una Hasselblad H2D-39, la prima fotocamera DSLR al mondo di fascia altamente professionale, con sensore da 39 megapixel. "La fotografia digitale ha raggiunto livelli di eccellenza tali che lavorare diventa una vera gioia" dice Popkes. "Con le luci Briese, poi, la Hasselblad è particolarmente efficiente."
"Quando sono passato al digitale, a malincuore ho dovuto rinunciare a molte fasi del mio workflow tradizionale. Aperture, ora, mi sta restituendo tutte quelle esperienze."
Popkes usa un'utility per acquisire le immagini ed elaborarle come file TIFF da 16 bit. Apple Automator, poi, passa le immagini direttamente ad Aperture, dove vengono selezionati gli scatti migliori di ogni servizio. "Finalmente è arrivato un tool di post-produzione che fa esattamente ciò che serve al fotografo e si inserisce senza intoppi nel flusso di lavoro" dichiara Popkes. "Aperture non è la creazione di qualche fanatico del software; si vede che è stato sviluppato da persone che amano la fotografia... per questo è così speciale. Riprende tutte le fasi della routine analogica – la lente, la tavola luminosa, il confronto e la scelta delle diapositive – e le integra nel processo di lavoro digitale. Tra l'altro è anche un software molto intuitivo, quindi facilissimo da usare sin dalle prime volte."
Popkes si è formato sul campo e sa che un computer non potrà mai sostituire il talento e l'esperienza di un professionista, ma lo considera tuttavia uno strumento essenziale del suo lavoro. Il Mac gli dà una mano nello svolgimento delle operazioni non creative e facilita l'organizzazione e l'elaborazione delle immagini.
Lavora su un Power Mac G5 Quad e ha anche un portatile MacBook Pro da 15 pollici per quando è fuori studio. Per utilizzare Aperture con il G5, Popkes ha scelto un monitor Apple Cinema Display da 30 pollici, che gli permette di visualizzare la finestra del software a pieno schermo e di fare massimo uso dello spazio di lavoro a disposizione. Quando documenta i progetti fotografici con l'espressività della cinematografia, lavora con la suite Final Cut Studio, e in particolare con Motion; usa anche Logic Pro con i Jam Pack di GarageBand per i sottofondi musicali.
Aperture consente a Popkes di ottimizzare le fasi preparatorie dei progetti creativi. Ma anche in produzione, il software supporta il fotografo con straordinarie opzioni di confronto e selezione, permettendo di visualizzare e di comparare immediatamente gli scatti, di valutare l'applicazione degli effetti e di individuare i risultati migliori. "Con Aperture ogni aspetto dello sviluppo e del controllo di un progetto diventa più facile" osserva.
Quando si tratta di valutare le immagini, Popkes si concentra sui dettagli: sulle caratteristiche della luce, ad esempio, per cui ha in mente parametri ben precisi. Utilizza lo strumento di ingrandimento Loupe di Aperture per controllare con minuzia i livelli di contrasto e definizione intorno agli occhi del soggetto, e bastano pochi secondi per terminare l'operazione senza dover zoomare continuamente in un senso e nell'altro. Con Aperture può intervenire direttamente nel processo di produzione e fare ritocchi dove e quando necessario.
"Aperture rispetta il mio lavoro di professionista, il modo in cui lavoravo in passato e il modo in cui lavoro ora. Di Aperture mi posso fidare. Mi fa sentire a mio agio."
Popkes trova praticissima anche la modalità Stack di Aperture. Le immagini racchiuse in parentesi o gli scatti realizzati in sequenze temporali fino a 60 secondi vengono automaticamente collocate in uno stack (cioè una "pila" di fotografie), pronte per la revisione; ogni scatto è contrassegnato in sequenza e facilissimo da individuare. "Il modo Stack mi aiuta a far ordine in una miriade di scatti digitali e a mantenere sempre il controllo del progetto in ogni stadio di avanzamento" spiega Popkes, che può così valutare la qualità delle singole foto assegnando a ciascuna un punteggio da uno a cinque. "Il sistema di votazioni' mi fa risparmiare tempo e posso condensare lo stack tenendo in cima, in bella evidenza, l'immagine migliore, dove mi sarà facilissimo ritrovarla."
Hardware e software non sono tutto, naturalmente. Il segreto del successo sta anche in un buon team di collaboratori, capaci di stimolare ed esaltare la creatività del fotografo. Popkes, nel suo lavoro creativo, ha bisogno di spazio: "È sbagliato cercare di tenere sempre tutto sotto controllo. L'espressione creativa si manifesta proprio quando si lascia la mente libera di vagare e di esplorare...". E in Aperture ha trovato lo strumento ideale, quello che gli lascia ampi orizzonti ed energia sufficiente per concentrarsi su ciò che è veramente importante: la fotografia.


