Responsabilità

Fissare standard altissimi non basta. Dobbiamo lavorare ogni giorno perché vengano mantenuti.

Suzhou, Cina: un auditor Apple ispeziona uno stabilimento affiancato da auditor locali.

Il nostro Codice di condotta è tra i più rigidi del settore. Per controllare le condizioni lavorative nelle strutture dei nostri fornitori, facciamo audit periodici all’intera filiera. Ma per quanto fondamentali, gli audit sono solo l’inizio.

Responsabilità: dati salienti dal Report 2015

Nel 2014 abbiamo svolto 633 audit, per oltre 1,6 milioni di lavoratori coinvolti.

Nel 2014 abbiamo svolto audit presso fornitori in 19 Paesi.

Nel 2014 abbiamo contattato 30.000 lavoratori per verificare il rispetto dei loro diritti.

Jundiaí, Brasile: un dipendente Apple illustra le normative sul lavoro a un team di auditor esterni presso uno stabilimento.

Lavoriamo fianco a fianco con i fornitori.

Per riuscire ad apportare cambiamenti significativi in tutta la filiera, è importante comprendere prima di tutto cosa succede all’interno degli stabilimenti. Ecco perché non affidiamo ad altri la conduzione degli audit e non ci limitiamo a esaminarli stando dietro a una scrivania a Cupertino. Valutiamo l’operato delle fabbriche dei nostri fornitori in tutto il mondo recandoci regolarmente sul posto e lavorando direttamente con loro. E quando rileviamo un problema, collaboriamo con l’azienda per risolverlo.

Audit Apple dal 2007

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I nostri audit a colpo d’occhio.

Fase 1.

Preparazione. Ogni nuovo stabilimento deve seguire il nostro Codice e i nostri Standard, e accettare di essere sottoposto a audit. La priorità degli audit dipende da fattori di rischio come l’ubicazione geografica, i risultati dei precedenti audit, le materie prime e i costi previsti. Diamo importanza anche a eventuali segnalazioni presentate da personale interno ed esterno, ONG e altri enti.

Fase 2.

Audit sul campo. Ogni ispezione in loco è condotta da un auditor Apple, affiancato da esperti locali preparati sui protocolli di auditing di Apple. Insieme controlliamo centinaia di documenti e libri paga, intervistiamo i lavoratori, valutiamo l’agibilità e la sicurezza dell’impianto, e ispezioniamo le condizioni ambientali all’interno e all’esterno della fabbrica.

Fase 3.

Azioni correttive. I fornitori sono tenuti a rettificare qualsiasi violazione, e devono presentare un piano di azioni correttive entro due settimane dall’audit. Gravi violazioni mettono in serio pericolo la relazione con Apple, che può arrivare a chiudere ogni rapporto di lavoro col fornitore.

Fase 4.

Monitoraggio. Un team di esperti collabora con i fornitori conducendo ispezioni a intervalli di 30, 60 e 90 giorni per verificare l’adeguata applicazione del piano correttivo. Eventuali ritardi sulla tabella di marcia vengono segnalati alla direzione.

Fase 5.

Verifica delle correzioni. Dopo 120 giorni, coinvolgiamo un auditor esterno perché ispezioni la fabbrica e, in completa autonomia, verifichi che sia nuovamente conforme ai nostri standard. In caso negativo, verrà eseguito un secondo sopralluogo entro 30 giorni.

Cosa succede dopo i colloqui previsti dagli audit?

Oltre ai sopralluoghi e alla revisione dei documenti, ogni audit prevede anche colloqui con operai e impiegati nella loro lingua madre e senza la presenza dei loro superiori. Al termine, a ciascuno viene comunicato un numero di telefono così da poter chiamare una linea dedicata e fornire privatamente ulteriori informazioni al nostro team, o farci sapere se ha subito ritorsioni dopo il colloquio. Quando riceviamo una segnalazione, coinvolgiamo i fornitori interessati per accertarci che ogni caso venga affrontato in modo adeguato. La stessa cosa viene fatta dai nostri partner esterni, che nel 2014 hanno effettuato più di 30.000 telefonate ai lavoratori coinvolti dagli audit per sapere se i colloqui avevano generato conseguenze negative.